Quanto gli effetti hanno plasmato il ruolo del chitarrista all’interno di qualsiasi contesto, anche nella sua preparazione

La musica moderna sta prendendo sempre più una dimensione “elettronica”, in ogni ambito e genere: jazz, rock, pop su tutti.

Ogni strumento, e quindi, ogni strumentista sta subendo un’evoluzione, decisa, in realtà, dal mercato musicale stesso e non più dall’ esigenza di trovare la propria forma di espressione di un tale momento.

Il chitarrista,per esempio, è chiamato più ad essere un tastierista! Non più “Riffoni” (vedi “Whole lotta love”, Thunderstruck, ecc…) e soli spaccatimpani/lacrime, ma tappeti oppure suoni dove il naturale calore della chitarra sparisce in una nube di onde quadre.

Partiamo dalle basi: The Edge.

Ha aperto le porte di una nuova era del chitarrismo rock/pop, fatta di poche note, effettate al punto giusto, creando l’incredibile “sound” che lo contraddistingue ancora oggi, quasi inimitabile.

Da un delay, siamo passati con facilità a due delay in serie e così via, per poi arrivare al cuore degli anni 80 con i Rack.

Coldplay e i Kings of Leon devono la loro vita musicale agli U2.

Vi consiglio di guardare questi due video:

Kurt Rosenwinkel e Pat Metheny, in un ambito totalmente diverso, hanno compreso l’importanza dell’ effettistica nella chitarra.

Grandi reverberi, delay lunghissimi e cortissimi hanno preso il posto di chitarristi sanguinei fatti di chitarra/jack/ampli/birra, alla Jimi Hendrix per intenderci.Pedaliere chilometriche, folte di effetti all’ ultimo grido, hanno trovato un business mai visto fino ad oggi. Ogni casa produttrice cerca di creare, giustamente, il suono più originale, per vendere il più possibile.

Nelle scuole si insegna la storia per imparare dai nostri errori, cosi deve essere per la musica: imparare la tradizione per poter andare avanti. Ma al giorno d’oggi non basta più, serve una conoscenza più o meno ampia degli effetti per poter gestire al meglio il proprio lavoro (una vera e propria preparazione al live in tutte le sue forme, non basta saper solo suonare e magari leggere).

L’insegnante DEVE preparare i suoi allievi al lavoro vero oltre che a livello di preparazione tecnica, armonica ecc ecc….

Far capire come si può gestire più pedali è importante, soprattutto come agire sulle frequenze quando per esempio il fonico ti dice: “bellissimo suono,ma non esci!”, è li che bisogna saper “smanettare” con gli effetti, non bastano più le mani.

La vera paura che hanno molti miei colleghi, me compreso, è che, con il passare del tempo, gli strumenti saranno messi in teche di vetro e nei live e in studio, troveremo sempre più pc (già molto presenti).

Baci e abbracci

Alessandro Sbrolli

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi